Vetiver, la pianta ingegnere antierosione e anti inquinamento

18 maggio 2015 | Blog

Cari utenti,
questo mese voglio parlarvi del Vetiver, anche chiamata pianta ingegnere, considerata miracolosa in alcune parti del mondo.

Vetiver pianta ingegnerell Vetiver è una pianta erbacea perenne, cespitosa e sterile, assolutamente non infestante.

Originaria dell’India, cresce anche in Laos, Vietnam e Thainlandia e nelle aree a clima subtropicale. È una pianta conosciuta anche nel mondo della cosmesi, dove viene utilizzata come essenza profumata.

Ma le caratteristiche biologiche di questa erbacea, considerata una ‘pioniera’ (ovvero in grado di colonizzare per prima ambienti spogli), non si fermano alla capacità cosmetica. È infatti conosciuta nel settore ingegneristico per le sue proprietà biologiche, ovvero per essere in grado di contrastare il dissesto idrogeologico e l’erosione del suolo. Grazie infatti all’apparato radicale fitto e fibroso, sottile (0,1-2 mm) ed omogeneo lungo tutto lo sviluppo verticale, profondo fino a 5 metri, con radici sottili omogenee ed estremamente resistenti (1/6 di un acciaio di media qualità), è in grado di imbrigliare qualunque terreno e di consolidare saldamente il terreno sottostante evitando frane o smottamenti (grazie alla disposizione in lunghe fila molto vicine tra loro, che creano delle vere e proprie barriere contro l’erosione).

Le caratteristiche del Vetiver sono straordinarie: resiste in terreni acidi e basici con pH compreso fra 4 e 12, in zone saline, in un intervallo di temperature molto esteso da -5°C a + 55°C. Resiste anche in terreni inquinati da idrocarburi e metalli pesanti, svolgendo un’azione disinquinante.

 

Molteplici sono le applicazioni della pianta Vetiver, fra cui:

  • rilevati e scarpate stradali, autostradali, ferroviarie;
  • arginature di torrenti, canali, fiumi, laghi, protezione di spiagge;
  • consolidamento di zone soggette a frane e smottamenti;
  • ripristino e rinaturalizzazione di cave, miniere, discariche;
  • impianti per il ripristino di siti inquinati e di depurazione delle acque;
  • ripristino e valorizzazione di siti archeologici ed architettonici

 

Il Vetiver è quindi un’opera di ingegneria verde in cui le piante possono sostituire del tutto o integrarsi con opere civili.

Ovviamente tutto ciò è possibile solo se la progettazione, realizzazione e la manutenzione seguono regole quali:

  • corretta scelta della varietà di VETIVER (tenuto conto che ne esistono ben 12 varietà assolutamente indistinguibili dai non addetti ai lavori);
  • ottimale sviluppo vegetativo delle piante al momento dell’impianto per garantire una rapida e corretta radicazione;
  • scelta ottimale del periodo in cui realizzare l’impianto in base alle condizioni pedoclimatiche del sito;
  • scelta del sesto d’impianto e del numero di piante, in base alla pendenza e caratteristiche del sito;
  • adeguata preparazione del sito con opportuni diserbi pre-impianto;
  • corretto trasporto e trapianto delle piante;
  • qualità e dosaggio della concimazione pre e post-impianto e trasemina di particolari specie erbacee che aumentano la crescita del VETIVER e rendono l’impianto esente da -manutenzione e concimazioni, una volta a regime;
  • opportuna programmazione e gestione delle irrigazioni di soccorso e dei diserbi durante i primi cicli vegetativi.

 

 

Come ho detto, oltre ad essere eccezionale per contrastare il dissesto idrologico e l’erosione del suolo, l’utilizzo del Vetiver rientra anche nelle attività di phytoremediation (che potrebbe essere tradotto in italiano come fitorisanamento) ovvero l’insieme di tutte le opere di risanamento di siti inquinati che vengono realizzate per azione diretta di specie vegetali viventi che sono in grado di degradare, estrarre o immobilizzare i contaminanti presenti nei suoli e nelle acque.

La phytoremediation è quindi una tecnologia innovativa che presenta i seguenti vantaggi:

  • è una tecnica di risanamento in situ, cioè applicabile direttamente laddove si è prodotta la contaminazione, con minimizzazione dei rischi e dei costi dell’asportazione e del trasporto dei terreni contaminati in altro sito;
  • è del tutto naturale, in quanto sostanzialmente alimentata ad energia solare e che non fa generalmente uso di sostanze chimiche pericolose;
  • determina una considerevole riduzione degli eventuali rifiuti da smaltire, anche in considerazione del fatto che il terreno contaminato non viene rimosso;
  • è economica, a parità di prestazioni rispetto ad altre tecnologie alternative, soprattutto nel caso in cui l’area interessata dalla contaminazione sia molto vasta;
  • può essere utilizzata come trattamento di affinamento a valle di altre tecniche adatte per maggiori concentrazioni inquinanti;
  • è esteticamente gradevole.

Quindi si può concludere che senza dubbio il sistema Vetiver è la più promettente tecnologia verde contro l’erosione ed il dissesto idrogeologico  ed allo stesso tempo presenta proprietà eccezionali per il risanamento di suoli ed acque inquinate da sostanze organiche e inorganiche contro l’inquinamento.

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